Il nuovo Statuto d'Autonomia della Nazione Sarda - Sa Charta de Logu Noa de Sa Natzione Sarda
Comitato Firma per la tua Sardegna
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30 Marzo 2007
Appello argomentato
di Comitato promotore, ore 23:30

 

 

APPELLO DEL COMITATO PROMOTORE DEL NUOVO STATUTO DI AUTONOMIA SPECIALE DELLA SARDEGNA ATTRAVERSO UNA LEGGE DI INIZIATIVA POPOLARE

 

 

Firma per la tua Sardegna

Firma per il tuo Statuto

 

A tutti i sardi liberi cittadini della Repubblica e d’Europa che vogliono nel grave momento in cui sembra persa la speranza del domani, in presenza di una deriva centralista, ed autoritaria, che disconosce le pur limitate prerogative autonomistiche e svilisce il Consiglio Regionale che vede la Sardegna in balia di un nuovo colonialismo ed in vendita al miglior offerente, che vede i cittadini e le impresa senza la sicurezza del lavoro e sottoposti ad un carico fiscale insopportabile, orfani di un avvenire di progresso e modernità per la nostra Isola, che vede lo stallo delle iniziative tese a dare gli ormai ineludibili ed indispensabili livelli di riforma dello statuto di autonomia speciale a fronte dell’avanzata media europea per la riforma degli stati nazionali così come generatisi nell’ottocento.

 

A tutti i sardi aperti e democratici che vogliono riportare il cittadino al centro di un rinnovato patto istituzionale con lo Stato centrale base di un originale ed avanzato patto sociale fondato sul lavoro per tutti, sulla libertà di intraprendere, sull’orgoglio di avere ciascuno la propria cultura e la propria irrinunciabile identità nazionale.

 

A tutti i cittadini dell’Isola di buona volontà che, per essere padroni del loro futuro, vogliono affermare il diritto del popolo sardo cosciente di appartenere alla Nazione sarda ed i pieni poteri sulla Sardegna e darle dimensione internazionale attraverso la piena operatività del proprio Parlamento.

 

A tutte le persone che vogliono fare insieme una grande riforma democratica e civile contro l’arroganza di pochi e per ridare alla Sardegna ed ai suoi figli la speranza di un futuro migliore.

 

 

Premesso che, ferma restando l’originale visione laica della statualità sarda, così come sarà rappresentata dalla proposta di legge di iniziativa popolare, nessuna timidezza o reticenza sarà ammissibile nell’affermare le radici cristiane della società sarda e nel predefinire azioni politiche atte a tutelarle e rafforzarle, come nelle azioni di tutela e protezione della famiglia e delle comunità locali nuclei fondanti della società con incentivi reali al protagonismo delle donne nella politica, nell’amministrazione e nel lavoro, con azioni a sostegno della natalità e delle madri lavoratrici, come con atti che rafforzino la presenza dei cittadini nelle piccole comunità o nelle zone interne o  svantaggiate,

 

 

 

 

a tutti i sardi facciamo appello affinché possiamo assieme realizzare:

 

la presentazione al Consiglio regionale della Sardegna, attraverso la raccolta delle firme in tutti i comuni e nel mondo dell’emigrazione di una proposta di legge di iniziativa popolare per uno Statuto-Costituzione che preveda per la nostra Isola una originale personalità statuale, nel quadro della auspicata REPUBBLICA FEDERALE ITALIANA,  per consentirle di confrontarsi con gli altri popoli, per un Governo SARDO DEI SARDI, eletto dai cittadini, con garanzie di stabilità e per una assemblea-legislativa alta, nobile e competente su tutte le materie riguardanti la Sardegna, senza limiti e riserve opprimenti e centralistiche e in sintonia con l’antica e mai sopita aspirazione europeistica.

 

Colonne portanti e pregiudiziali per una adesione a quest’appello, al fine di evitare fraintendimenti o possibili adesioni strumentali all’iniziativa legislativa popolare che vuole essere forte, avanzata e senza autocensure preventive che ne snaturino la portata di  fatto storico autodeciso, basato sulla convinzione che la sovranità appartiene al popolo sardo che solo può esercitarla compreso il diritto di delegarne liberamente parte a strutture statali sopraordinate chiaramente federali, sono i seguenti principi:

  • Un sistema fiscale e doganale autonomo (zona franca integrale) per dare all’intero territorio della Sardegna una dimensione di zona economica trainante del Mediterraneo, con sgravi ed agevolazioni per la produzioni di beni e servizi , anche finanziari ed assicurativi, e per il consumo, in modo tale da invertire la negativa spirale assistenzialistica ed attirare capitali,  intelligenze, iniziative innovatrici e autosostenibili, attraverso una visione opposta allo statalismo, dirigismo ed autocolonialismo che vedono la Sardegna alla mercè di politiche inaccettabili per un popolo che da sempre si è ispirato alla libertà ed al contrasto di ogni dipendenza esterna ed interna;
  • Una reale continuità territoriale all’interno dello spazio europeo che consenta ai cittadini sardi e comunitari pari condizioni di accessibilità alla Sardegna e che ponga concretamente l’insularità e perifericità come una condizione di specialità politica ed economica dinnanzi all’Unione Europea con l’adeguamento e ammodernamento delle infrastrutture e con la creazione di moderne arterie di trasporto e comunicazione che sanciscano la piena uguaglianza dei diritti e delle opportunità oltre che per ripianare il debito storico che l’isola vanta nei confronti dello Stato e dell’Unione Europea;
  • Creare le condizioni politiche affinché l’Amministrazione regionale cessi di essere un mostro burocratico insensato attraverso una profonda riforma della sua organizzazione, l’esaltazione del ruolo e della funzione essenziale del Comune, primo interlocutore del cittadino, il decentramento dei poteri sulla base del principio della unicità dell’Amministrazione, la soppressione degli enti inutili, la modernizzazione tecnologica della pubblica amministrazione regionale sarda per renderla capace di rispondere alla domanda di efficienza dei cittadini;
  • Rinnovo degli strumenti di bilancio e riordino funzionale delle competenze degli assessorati che in ragione delle nuove e più ampie potestà autonomistiche possano operare in presenza di una delegificazione regionale e creazione di testi unici comprensibili a chiunque;
  • Aprire nuove frontiere del mercato del lavoro e della produzione sarda dando finalmente respiro all’imprenditorialità dei sardi, alla serietà dei lavoratori tutti, al protagonismo dei giovani e delle donne, anche attraverso la ricerca di un originale patto sociale che veda le più avanzate iniziative economiche, industriali ed imprenditoriali in sintonia col rilancio della grande risorsa dell’ambiente e della centralità mediterranea, ricchezze strategiche della Sardegna in linea con la modernizzazione e adeguamento delle attività nuove e tradizionali del nostro popolo, dal turismo alla pastorizia e all’agricoltura, dalla pesca all’artigianato, all’arte ed alla cultura;
  • Essenziali nella nuova visione della specialità che saranno indirizzate dal nuovo Statuto saranno le politiche del credito, anche con la creazione di un sistema bancario locale, opposte alla attuale colonizzazione rispetto ai poteri esterni alla Sardegna e capaci di sostenere una nuova stagione di sviluppo moderno e sostenibile di rilevanza industriale in sinergia con un sistema diffuso di piccole e medie imprese produttive di beni e servizi, uniche capaci di vincere sottosviluppo e disoccupazione, tramite un sistema d’attrazione e gestione di capitali di origine internazionale e locale che si basi sulla riduzione dei tassi  e accessibilità diretta al credito per gli imprenditori attraverso anche la diffusione di cultura imprenditoriale e di conoscenze avanzate.
  • La nuova specialità deve restituire ai sardi il massimo di operatività nel dare garanzie di sicurezza e di protezione per i cittadini ed i loro amministratori in una Sardegna che sia ancora di più una terra libera e sicura con una riorganizzazione delle forze di polizia, di sicurezza e difesa militare del territorio, di valenza autonomistica attuando al massimo il principio della sussidiarietà, garantendo nel contempo ad una giustizia giusta e rispettosa come nella tradizionale cultura del popolo sardo, attraverso una rimodulazione del sistema giudiziario e dell’erogazione delle pene,  la cui autonomia sarà garantita dal Parlamento sardo.
  • Una specialità che nel garantire la partecipazione attiva della Sardegna nella difesa del territorio della Repubblica italiana, possa definire la presenza dei onerose servitù militari attraverso forme di compensazione  sia di carattere economico, sia di servizi reali e infrastrutturali.
  • Nessuna carta autonomistica speciale potrà essere realmente efficace se non con una scuola che nel garantire il pluralismo della offerta educativa, sia rinnovata nei programmi e nelle strutture in ogni centro della Sardegna, con insegnanti scelti dai sardi e per i sardi al fine di esaltare le prospettive dei nostri figli di livello europeo e internazionale e garante dell’identità culturale e linguistica della Nazione sarda, con la creazione e il potenziamento di un sistema universitario regionale autonomo che, in collegamento continuo con il sistema delle imprese,  l’iniziativa privata e le più avanzate esperienze scientifiche internazionali faccia della ricerca il motore propulsivo dell’Isola e delle sue politiche di sviluppo. Il rilancio e adeguamento della formazione professionale, oggi strumento indecoroso di clientela politica, sottratto alla importante funzione propedeutica al lavoro e all’inserimento  nel sistema sociale.
  • Il nuovo Statuto dovrà garantire gli strumenti di poteri di un sistema sanitario regionale efficiente, in collegamento con le più alte eccellenze della medicina internazionale al fine di garantire al cittadino sardo la più sicura tutela della propria salute direttamente nell’Isola.

 

Convinzione comune dei promotori dell’iniziativa legislativa è che il nuovo statuto oltre che rappresentare la realizzazione di un diritto storico-politico, culturale e civile del popolo sardo e garanzia per il rafforzamento attraverso un patto federale dei suoi legami con la Repubblica italiana e nell’Unione europea, sia essenziale per lo sviluppo moderno dell’Isola e per il benessere ed il lavoro dei sardi attraverso una più consapevole azione di governo ed il superamento di ormai anacronistiche dipendenza ed insufficienze , non ultima la più elevata coscienza identitaria che da culturale si evolve in politica ed economica aprendo ai sardi le migliori prospettive all’inizio del nuovo millennio, quale eredità di tutti coloro che nei secoli hanno operato per la libertà della Sardegna e continuazione del progredire civile iniziato e non compiuto per complessi ed a volte  imperativi fatti storici e politici limitanti e le loro alte aspirazioni dai padri dell’autonomia nel secolo scorso.

Commenti:
26 Maggio 2007 10:23
Autore: Efix
ma chi siete? Dove avete sede?
 
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